Feed
Ospiti

Di’ la verità: sei venuta?

26 giu
2010

[L'amica canemucca giulia gatta non lascia e raddoppia - e dopo il racconto intorno alla prima copertina, ci rionora con quello ispirato dalla copertina del secondo Canemucco. Buona lettura]

Copertina del secondo Canemucco

- Dì la verità: sei venuta? – fece lui giocando con una ciocca dei suoi capelli.
- Scegli: delle due, l’una. – disse lei
- Questa non è tua, ve’? E’ bella ma non è tua.
- No.
- Film?
- Fumetto.
- E allora?
- Cosa.
- Sei venuta?
- Ma perché me lo chiedi.
- Gli uomini hanno bisogno di essere rassicurati, su ‘ste cose. – Rispose lui con un mezzo sorriso.
Lei girò la testa per guardarlo.
- Ma perché, perché per voi è tanto importante sapere se una è venuta o no, state sempre lì a farvi domande, a cercare rassicurazioni. Perché!
- Vuoi saperlo davvero?
- Illuminami, ti prego.
- Per lo stesso motivo per cui tu fingi.
- E sarebbe?
Prima di rispondere lui si girò sulla schiena e incrociò le braccia dietro la testa e le caviglie sotto il lenzuolo. Prese un bel respiro poi provò a spiegarle, scandendo le parole.
- Che in realtà è importante per ‘te’ venire, o farmi credere di essere venuta. E siccome so che è importante, mi sento una merda se non ci sono riuscito. E allora te lo chiedo.
- Che stai dicendo? Stai rigirando la frittata, non è così.
- Frittata? Mmh, mi andrebbe una frittata. No, comunque.
- No che?
- Non è vero che non è così. E’ così.
- Eh?
- Sto negando una negazione. Sto ribadendo il concetto che è importante per te.
- Oh, senti – fece lei tirandosi a sedere – se una donna finge lo fa per non farvi venire ‘a voi’ le ansie da prestazione e tutto il resto, non a noi.
- Ok. – Si girò su un fianco per guardarla. – Ma perché a un uomo dovrebbero venire le ansie da prestazione.
- Che ne so, perché non vi sentite uomini se non ci fate venire.
- Ma perché non ci sentiamo uomini?
- Perché avete paura di non essere all’altezza.
- Ma all’altezza di chi?
- Oh cheppalle!
- Ascolta. Quando uno ha paura di fare brutta figura, di non essere all’altezza, è perché sa che qualcuno lo giudica. Come all’esame no? E voi state lì come arpie, – fece un gesto con le dita contratte verso di lei – pronte ad additarci se non ce l’abbiamo duro, a sparlare con le amiche. A dire che siamo dei froci se non ci si drizza, dei falliti se non vi facciamo venire.
- Vorresti dire che è colpa mia? E poi chi è che sparla con le amiche, hai letto troppi libri di Moccia.
- Non sto mica accusando te.
Lei si puntò una mano sullo sterno.
- Cioè, è colpa mia se fingo per non farti sentire un inetto?
- Chi è che ha appena detto che dovrei sentirmi un inetto, scusa?
- Ma sei tu che ti ci senti!
- Ma chi cazzo te l’ha detto! Sei tu che lo pensi!
- Non è vero! – gridò lei. Si coprì il seno con il lenzuolo e guardò ostinata il muro di fronte.
- Facciamo così. Io ti giuro che non me ne frega un cazzo se tu vieni o meno. Per me non è importante, quindi non fingere per me. Ok? Mi frega solo che tu te la goda. Se non te la godi nemmeno, arrivederci e grazie.
- E se non vengo mai?
- E’ un problema per te?
- Beh, si.
- Perché?
- Perché sì!
- Vedi che avevo ragione? E’ importante per te, lo vedi? Sei tu che ti senti anormale se non vieni. Sei tu che pensi che io possa non sentirmi uomo perché tu non sei abbastanza donna.
- … Questa è proprio una carognata. – disse lei dopo un po’. Scansò il lenzuolo con violenza mandandoglielo sulla faccia.
Lui si scoprì e si mise a sedere.
- Ma è la verità no? E invece voi niente, giù a dare la colpa a noi. Fate tutto da sole: decidete che è colpa nostra se non venite, poi che non dobbiamo saperlo se no ci sentiamo poco uomini, poi fate finta di venire, poi vi offendete perché non l’abbiamo capito, poi tenete il muso se ve lo chiediamo. E checcazzo!
- Ce l’hai proprio a morte con le donne, tu. Dove cazzo sono i miei vestiti… – Disse lei a mezza voce mentre spostava cose a caso senza realmente vederle.
- E così su tutto, dovete mettere bocca su tutto! Perché credi che tanti si sposino le croate, le russe? – disse lui allargando le braccia – Li vedi in giro con delle facce felici che sembrano ringiovaniti di vent’anni. Quelle di certo non stanno lì a valutare, a contestare, per loro siamo degli dei, a prescindere da cosa fa il nostro pisello!
- Oddio, questo discorso è assurdo! Assurdo.
- E’ così! A furia di rompere il cazzo resterete sole come zitelle.
- Beh, meglio zitelle che puttane! – Disse lei infilandosi le mutande stizzita.
- E alè! Ecco qua l’altro cavallo di battaglia delle donne emancipate! Mi pareva strano che non l’avevi ancora tirato fuori! Tutte quelle che non sparano a zero sul maschio sono puttane, no?
- Non ho detto questo!
- E comunque, sai perché gli uomini vanno a puttane?
Lei si allacciò il reggiseno e infilò la maglietta dalla testa prima di rispondere.
- Così possono finalmente sottomettere qualcuno visto che la moglie ha più palle di loro?
- PEEEE! – fece lui schiacciando un invisibile pulsante – Risposta sbagliata! Gli uomini pagano – pagano! – pur di non avere rotture di coglioni! Non vi fa venire qualche dubbio questo? Che forse non state andando per il verso giusto? No è?
- Va beh, io me ne vado.
- E sai perché non hanno problemi di erezione con le puttane, gli uomini? Eh? Lo sai?
- Perché sono dei porci!
- PEEEEE!
- Ebbasta! Hai rotto co’ ‘sta cosa!
- Sai qual è la cosa più assurda di tutta questa storia?
- Non me ne frega un cazzo. Dammi la borsa.
- E’ che prima ci accusate di fare il maschio alfa, ma poi col cazzo che fate giocare i bambini con le bambole. Oh, no, non è un gioco abbastanza maschio, compriamogli un bazooka!
- Ma che cavolo c’entra! Dammi la borsa. – disse agitando una mano verso di lui.
Lui prese la borsa dalla sedia e gliela tirò. Lei gli girò le spalle e uscì veloce dalla stanza.
- E la gonna! Perché non posso mettermi una gonna io! Perché voi potete mettervi i pantaloni e io non posso mettermi la gonna!
- Ma mettiti quello che ti pare, demente! – Gli urlò dal corridoio.
- Ma come, te ne vai già? Ho tutta una teoria da esporti! – Fece lui appoggiandosi alla spalliera.
- …
- Devo desumere che non mi farai la frittata con le patate?
- Ma vaffanculo!
-SBAM!-

[giulia gatta]

8 Commenti

Segui il feed dei commenti
  • Commento di Nubetossica, 26.06.2010 Rispondi

    Applausi sperticati e attesa per la ricetta della frittata con le patate sul blog di Zia Ciccio!


  • Commento di giulia, 27.06.2010 Rispondi

    Concordo!


  • Commento di Roberto B., 27.06.2010 Rispondi

    @Makkox
    Perché non le dai una pagina o due sul Canemucco di carta?
    Se riesce a mantenere questo livello, mi sembra se lo meriti.


    • Commento di Makkox, 28.06.2010 Rispondi

      be’, infatti dopo tanto chiedere e aspettare, giulia m’ha dato un pezzo per il canemucco ed esce nel n.4.
      io, ricamando attorno a un suo bellissimo testo, ho esordito su Blue, figurarsi se non la desideravo come autore anche qui. però giulia scrive VERAMENTE per il proprio piacere, quindi mi tocca attendere e sperare e zut.


      • Commento di giulia, 28.06.2010 Rispondi

        “tanto chiedere e aspettare”… tzk! la verità è che il mak si perde le mail ;)


  • Commento di Xalira, 30.06.2010 Rispondi

    Leggo il Canemucco a scrocco ed è la prima volta che vengo sul sito… ma APPLAUSI per questo post!


  • Commento di giulia, 1.07.2010 Rispondi

    Uh, grazie anche a te ; )
    (ma il canemucco va posseduto! perché poi nei momenti più strani ti viene voglia di rivedere quel disegno, rileggere quella frase, e _devi_ averlo lì a portata di mano)


  • Commento di makkox, 1.07.2010 Rispondi

    a me la cosa che fa ridere assai (a parte la squisitezza del dialogo in sé) è che mi riconosco davvero assai, qui, nel papero (così lo visualizzo), quasi fossi stato spiato tante di quelle volte.







Torna su


x

Ci stai cercando in edicola e non ci trovi?

Siamo in fumetteria, o puoi comprare l'albetto scontato via web. Tutte le info qui »

professional resume writing services