Canemucco su iPad?
19
giu
2010
Dalle parti del blog di Roberto Recchioni, una discussione sull’editoria ai tempi dell’iPad (che a noi interessa da vicino: inutile dire che un device come l’iPad s’accocchia perfetto a un prodotto come Canemucco, che abbisogna di quell’aria e quel colore che gli attuali tradizionali ebook reader non garantiscono) – soprattutto sull’accesso/controllo dei contenuti all’interno dell’App Store.
La riflessione origina, per chi vuole ricostruirla, da un interessante approfondimento di Paolo Attivissimo: “Se Apple decide cosa si può pubblicare”
Scrive Roberto:
L’iPad, quindi, è visto come il salvatore dagli editori.
Perché? Perché, a differenza di tutti gli altri e-reader, sta vendendo come le rosette a mezzogiorno, divenendo uno standard, esattamente come l’iPod è diventato lo standard dei lettori musicali. [...]
A differenza del campo musicale però, l’ingerenza della Apple in merito ai media con una forte componente visiva come cinema, fumetti e videogiochi, è molto più pesante.
Steve Jobs ha garantito che non ci sarà mai il porno su iPad e questo si è tradotto in un diktat che fa bocciare il nudo in ogni forma e contesto.
Solo il nudo.
La violenza, no. Quella va bene.
E ancora, oltre:
Cosa significa questo, in termini pratici?
Che, tanto per fare un esempio vicino, un prodotto come il Canemucco, a causa dei suoi contenuti, non sarà mai approvato dalla Apple e quindi verrà sostanzialmente tagliato fuori dall’unico mercato reale che si sta creando per la vendita di prodotti a fumetti digitali.
In termini altrettanto pratici… una futura versione di John Doe, realizzata per iPad e venduta attraverso l’Apple Store (che, lo ripeto, è l’unico canale possibile in termini legali e commerciali) dovrà venire ritoccata per eliminare le scene di nudo. E lo stesso varrebbe per i primi cento numeri di Dylan e per la maggior parte dei fumetti più autoriali.

Uno delle vignette censurate, da un riadattamento a fumetto dell'Ulisse di Joyce (dal blog di Attivissimo)
Nei commenti del post, qualche giorno fa Marco raccontava cosa c’accocchia il mucco:
Comunque saremo costretti a vendere (e sottoporre ad Apple) i singoli contenuti e non il numero completo di ogni Canemucco. Probabilmente per i contenuti respinti troveremo un modo per renderli fruibili via Safari a chi acquista l’intero numero.
La questione è ancora in parte da capire – e anche forse un po’ da inventare…




2 Commenti
Segui il feed dei commentiCommento di Alessio Bragadini, 19.06.2010
Mi sembra una discussione che comincia dalla fine invece che dall’inizio.
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Commento di laura, 21.06.2010
questione molto da capire. Ne parliamo anche su ANIMAls-thebòlog.blogspot.com
. Mi fa tornare ai tempi in cui censurarono Querelle de Brest di Fassbinder HA!
la censura segue strade strane, non solo quella sul sesso. La carta ha più possibilità di evadere, perché meno temuta: è per “pochi”, rispetto a cinema o televisione. La rete, che permette grandi libertà dalla sua base, ora fa tremare le vene ai polsi… canemucco su iPad, vista la censura al pisello del tuffatore e al bacio di due uomini, ci entra per un terzo scarso