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E’ la rotativa, bellezza

24 mag
2010

E’ in stampa il numero due del Canemucco (in anteprima planetaria e assoluta la psichedelica e paperesca copertina), che sarà pronto per giugno (consegna il 3 giugno, in distribuzione da qualche giorno dopo). La nostra banda degli onesti è andata a fare il controllo di tutt’e cose prima del via libera definitivo.

Per la qualità dei nostri albetti, la migliore e più avanzata tecnologia

I potenti strumenti tipografici atti alla produzione del canemucco n.2 sono caldi e pronti ad accogliere il primo foglio di carta vergine. (Angri -SA- Grafiche Mercurio – in attesa di effettuare il controllo colore sulla prima uscita in rotativa – Mak, Wally, manlio3)

La pedalina

La pedalina

Andrea apprezza e commenta su Facebook:

noooooo, la PEDALINA! ne ho avuta una anch’io nella quale ho rischiato di perdere le mani per tutta l’infanzia. Papà vedendola qui s’è messo a ululare di nostalgia: “non come ora che fate tutto co ‘sti computer!” (sono più che convinto che lui te lo tirerebbe fuori un canemucco da la dentro). Ed anche a me m’hai un po’ commosso stamane Dambrò.

Il Canemucco 2 vs. Le Rotative from Il Canemucco on Vimeo.

Videino volante di stampa e rotativa del secondo numero del Canemucco, riprese dal gruppo controllo colore e qualità in trasferta dalle parti di Agri (SA), il 24 maggio 2010.
Riprese di Manlio3. Fischio, non si sa.

Il controllo in controluce della filigrana

ok, sembra che tutto sia a posto, dice Manlio, che notoriamente non capisce un cazzo. (wallyci, 25 anni di tipografia, annuisce forte)

Controllo qualità di Manlio3

Controllo qualità di Manlio3

Le rotative /2. La trasferta in tipografia vista da Manlio3.

Il ritorno Fandango mode

ok, torniamo soddisfatti, abbastanza. il retino stocastico è un bel dire, ma un po’ attufa, nel complesso colori saturi e felici. Manlio continua a chiedere “stochè..?”. L’importante è che ci guidi fuori da ‘sto dedalo di angri-gragnano-castellammaredistabia-chitemmurt’…

In macchina, di ritorno dalla tipografia

In macchina, di ritorno dalla tipografia

La spiegtzia final

E infine Mak spiega (con l’aiuto dei link di Antonio DV) cosa è sto stocà

Come tutte le innovazioni, qualcosa si guadagna, qualcosa si perde. la bilancia DEVE pendere verso il guadagno, decisamente, o non sarebbe innovazione.
Il retino stocastico è innovazione e vantaggi percettivi ne dà, molti, ma ti fa lavorare con minor tolleranza di correzione in stampa. ci vuole un ottimo prestampa, o forse un ottimo RIP del CTP (il sistema che produce fisicamente le lastre di stampa) che applichi una qualche leggera “curva di svuotamento” in funzione del supporto di stampa (carte usomano/patinate e grammature varie) per evitare che l’inchiostro collassi in pappa.
Parliamo di fine tuning. Ma il concetto di “fine” è stato abolito in questa parte del mondo, nella produzione industriale.
OH! resti inteso: alla fine Gran Prodotto. stiamo a spaccà il capello da nostalgici de gutemberg.
il capello ciano 100%

4 Commenti

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  • Commento di Roberto B., 26.05.2010 Rispondi

    Retino stocastico o meno, se si vuole fare prestampa seria, la gestione del dot gain va fatta anche con la rosetta tradizionale. Al limite la differenza sta nel fatto che il bravo stampatore riesce a correggere un po’ di più il problema col retino tradizionale. Ma significa comunque che c’è un problema a monte: un esteta dell’offset come Makkox deve esigere il massimo dal RIP (e dall’operatore che lo utilizza)!
    :-)

    P.S. E come mai le pagine nel foglio stampato (foto Controllo qualità di Manlio3) sono tutte “al dritto”? Che tipo di imposizione è?


    • Commento di makkox, 26.05.2010 Rispondi

      è l’imposizione di un montaggio per quella rotativa (immagino) e infatti mi son chiesto pur’io la stessa tua, ma una macchina che girasse con un solo avviamento tutte ‘ste pagine assieme non l’avevo mai vista e soilcazz come piega e taglia giunta in fondo, quindi mi so’ fatto i cazzi miei :)

      Per lo stocastico c’è poco da pazzià coi calamai, il lavoro è nel RIP.
      Per me che ho collaborato con chi stampa su carta giornale senza forno in uscita e ho visto come ovviano a certi problemi, ci vuole una curva di svuotamento nel RIP (appunto) se si va su carte naturali in rotative che solitamente stampano patinate e so’ tutte tarate meccanicamente per quest’ultime. Però, lì, mi so’ fatto i cazzi miei (e due), ché alla fine il risultato era buono istess :)

      ehh… la rosetta. 15°-45°-0°-75°, ma chi t’ascolta più, robè? stocasto.


  • Pingback di Canemucco – Il menù dettaglino del numero 2, 29.05.2010 Rispondi

    [...] è tempo di svelare qualche informazioni sul numero due (duà, namber cciù). Che, dopo la passata in rotativa, verrà distribuito a partire dalla fine della prima settimana di giugno, è così [...]


  • Commento di Amy, 6.06.2010 Rispondi

    è l’imposizione di un montaggio per quella rotativa (immagino) e infatti mi son chiesto pur’io la stessa tua, ma una macchina che girasse con un solo avviamento tutte ‘ste pagine assieme non l’avevo mai vista e soilcazz come piega e taglia giunta in fondo, quindi mi so’ fatto i cazzi miei :)

    Per lo stocastico c’è poco da pazzià coi calamai, il lavoro è nel RIP.
    Per me che ho collaborato con chi stampa su carta giornale senza forno in uscita e ho visto come ovviano a certi problemi, ci vuole una curva di svuotamento nel RIP (appunto) se si va su carte naturali in rotative che solitamente stampano patinate e so’ tutte tarate meccanicamente per quest’ultime. Però, lì, mi so’ fatto i cazzi miei (e due), ché alla fine il risultato era buono istess :)

    ehh… la rosetta. 15°-45°-0°-75°, ma chi t’ascolta più, robè? stocasto.







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