La pneumomachia della purpessa

Certe volte succede che certi “personaggi” si impongono – più o meno a prescindere dalle autoriali volontà.

Della prima storia di Makkox sul primo Canemucco – che alla fine è anche una storia di variegate bestie – c’è un personaggio, animale appunto, che s’appiovra della storia fin dalle prime pagine. Un animale mitologico: che abbisogna di sforzi erculei, di ripetuti battute di remo, di lunghissime cotture, di ruvidezze da camion e d’asfalto. Che all’inizio non si vede, viene solo evocato – e rimane però lì attaccato, avvinghiato al vetro della storia con le ventose degli otto tentacoli e dei tre cuori che ha.
La purpessa.

Don Mimì chiede una purpessa, Settimino spiega ciò che ha e svela cià che non sa.

Don Mimì chiede una purpessa, Settimino spiega ciò che ha e svela ciò che non sa.

Poi ritorna, la purpessa, più avanti nella storia – in due pagine inaspettate. Ne dice Hotel Messico nell’intervista registrata dopo la presentazione al Comicon (in cui era stata evocata, anche lì):

“Si parlava prima della tavola del combattimento tra il cane e la purpessa, che è epica. Io non ho mai visto un cane combattere contro un polipo. Tra l’altro nemmeno viene definito l’esito: diamo per scontato che sia il cane a vincere, ma perché il cane gioca sulla terraferma. E’ una guerra pneumatica, una guerra fatta di aria.”

[Io, per esempio, non sono convinto che la vittoria del cane sia del tutto scontata - e Marco stesso faceva notare che c'è una catena che strozza il cane e che può diventare leva...]

La purpessa in lotta con il cane, dal primo Canemucco

La purpessa in lotta con il cane, dal primo Canemucco

In molti commenti viene evocata la straziante purpessa (poi, forse conta questo suo essere femminina, in una storia dove le femmine latitano…), da buon ultimo Gilgamesh con una sua interpretazione

La purpessa è il nome della piovra da quelle parti.
Solo, o era davvero molto tosta o era particolarmente fesso il cane, perché fuori dall’acqua è difficile che riesca a difendersi coi tentacoli in quel modo: salvo don Mimì abbia prima sferrato un calcio in bocca al pitbull (o quel che era) e solo dopo l’abbia scagliata direttamente sulla sua testa. Chissà: il taglio quasi cinematografico della storia lascia presumere, il che mi piace.

e Marco, in risposta:

la purpessa di scoglio gaetano, che si ciba di zoccole così grosse che cianno l’occhi distanti un palmo, ti tira sotto un criaturo napoletano con tutte le crocs pezzotte del marocchino.
ELLA fuor dell’acqua sopravvive anche un mese e versa la prima rata per un monolocale, se le piace il posto.

Chissà, magari la purpessa torna.

18th mag 10. Posted in Fumetti di carta.

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